Durante una tranquilla sera a Stoccolma, un autobus viene trasformato in un mattatoio: un uomo armato uccide otto persone senza apparente motivo. Tra le vittime c’è anche un poliziotto. L’indagine guidata da Martin Beck rivela che quella strage non è un gesto di follia, ma il tassello finale di una vicenda che affonda le radici nel passato, tra errori, abusi di potere e una giustizia mai davvero compiuta.
Maj Sjöwall e Per Wahlöö sono i grandi innovatori del poliziesco scandinavo. Con la serie dedicata a Martin Beck hanno trasformato il giallo classico in una serie di romanzi realistici in cui il delitto diventa il sintomo di una società in crisi e la critica politica si intreccia all’indagine. Il poliziotto che ride, vincitore dell’Edgar Award, è uno dei vertici del ciclo: un’indagine impeccabile, condotta attraverso personaggi profondamente umani e una tensione che nasce più dalla verità che dall’azione. Senza libri come questo sarebbe difficile immaginare la successiva esplosione del giallo nordico, da Henning Mankell a Stieg Larsson.
Maj Sjöwall e Per Wahlöö furono una delle coppie più straordinarie della letteratura poliziesca. Compagni nella vita e nella scrittura, unirono il talento narrativo di lei e la visione politica di lui per realizzare un progetto rigorosamente pianificato: dieci romanzi con protagonista Martin Beck, concepiti come un’unica grande analisi della società svedese. Lavoravano fianco a fianco, discutendo ogni scena e ogni dialogo fino a ottenere una voce narrativa indistinguibile. Nei loro libri il delitto non è mai un semplice enigma, ma il sintomo di un sistema che mostra crepe sempre più profonde.
Pubblicata tra il 1965 e il 1975, la serie rivoluzionò il poliziesco moderno, ponendo le basi del futuro noir nordico. Il ciclo si concluse con I terroristi, non per esaurimento d’idee, ma perché i dieci romanzi costituivano fin dall’inizio un progetto chiuso. Pochi mesi dopo l’uscita dell’ultimo volume, Per Wahlöö morì a causa di un tumore, a soli quarantotto anni. Maj Sjöwall non riprese mai la serie, ritenendo impossibile proseguire senza il compagno con cui l’aveva concepita.

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