Ahimaaz Ben Paltiel – Resurrezione

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9d.

Procederò ora a raccontare delle cose meravigliose che furono compiute da R. Hananeel.

Aveva un cugino, di nome Papoleon, che morì molto giovane. Nel giorno della sua morte, i fratelli di R. Hananeel erano via a Benevento per affari. Così egli ritardò la sua sepoltura nella tomba dei suoi padri, aspettando che i fratelli tornassero a piangere il loro congiunto defunto e a dargli un’adeguata sepoltura. Per evitare che il corpo si decomponesse e diventasse putrido, scrisse su di un pezzo di pergamena il Nome di Dio, suo Signore, e mise la pergamena sotto la lingua dell’uomo morto.

Il nome lo riportò alla vita, e lo fece alzare, ed egli sedette nel letto. Ripeté il nome e lo fissò. Durante la notte che precedeva il giorno in cui i fratelli tornavano, essi fecero un sogno stupefacente: un angelo di Dio sembrò venire in una visione e dire le parole misteriose, “Perché infastidisci il Signore Dio, e fai cose che non sono giuste? Dio ha messo a morte e tu riporti in vita. Non dovresti fare questo. Non dovresti fare questo. Non devi tentare il Signore tuo Dio.”

Ma loro non sapevano che cosa aveva fatto R. Hananeel. Quando giunsero alla loro casa egli uscì per incontrarli; entrarono per vedere il loro cugino e lo trovarono seduto sul suo letto; non sapevano niente di ciò che era accaduto, del Nome (che era) sotto la sua lingua. Quando udirono che cosa era stato fatto, piansero amaramente e dissero al loro fratello, “Tu sei stato capace di portarlo alla vita, e tu puoi metterlo a morte”.

Con tristezza ed angoscia R. Hananeel si avvicinò allora a suo cugino e disse, “Solleva la tua bocca, che io possa baciarti.” Il ragazzo aprì la bocca. R. Hananeel, baciandolo, mise la mano sotto la sua lingua, e prese da lì il Nome scritto sulla pergamena. Appena il Nome fu tolto da lui, il suo corpo cadde all’indietro sul letto. Così il corpo tornò alla polvere e alla consunzione, e l’anima tornò a Dio, che l’aveva donata.

Traduzione di Anna Ettore