Barbara Ungar – Caro Bill

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Non è una forza
non essere ancora morti?
dicevi ridacchiando.

È una forza anche l’esser morti?
Fortuna, la chiamava Whitman.

Quando avevi la mia età
eri già morto da cinque anni.
Impensabile.
                   Sei sempre un passo
avanti, padre-fratello, con le tristi
ammaccature di tutti gli uomini che amo:
Non mamma mai.

Ammazza chi prende 10 e lode, non
fare il Dottorato. Non scrivere sempre
lo stesso libro, cominciane un altro.
Non ho seguito i tuoi consigli

eppure tu resti il maestro
che io mi sforzo di essere – leggermente erudito,
che usa l’arguzia come un bisturi – mai nessuno
è uscito in lacrime dalla tua aula.

In un corso non si sa mai
chi scriverà una bella poesia
dicevi, e ne eri convinto.

Gli uomini sono dei vermi. Sul serio.
Bevevi troppo
ti davi da fare con le signore
avevi le unghie sporche
e le borse sotto gli occhi.

L’unica differenza tra chi è
un lettore forte medio e un lettore forte forte
è l’insonnia.
                  Hai zoppicato,
come me, tra matrimoni,
divorzi e monogenitorialità.

Chiamavi quello che facevi
                                    Improvvisazione
tragica
           il lavoro di
trascinarti dietro i libri alle letture
affascinante come quello
di un commesso viaggiatore di mangimi.

I miei grazie arrivano sempre tardi,
questo ci ha messo decenni.
                                          In ogni vera poesia
                                          a qualcuno gli si spezza il cuore.

Non ce l’ho fatta
a contribuire al libro in tuo onore. Ma a te non importa.
Ormai sei fuori del tempo.


Da Save Our Ship (Ashland Poetry Press, 2019)
Versione italiana di Riccardo Duranti

Riccardo Duranti (foto di Edo Ferri)

Riccardo Duranti ha insegnato a lungo Letteratura Inglese e Traduzione Letteraria presso La Sapienza.
Ha ricevuto il premio nazionale per la traduzione nel 1996 e il premio Catullo nel 2014.
Ha tradotto l’opera omnia di Raymond Carver e autori come John Berger, Philip K. Dick, Cormac McCarthy, Michael Ondaatje, Nathanael West, Richard Brautigan, Caryl Churchill, Elizabeth Bishop, Henry David Thoreau, Edward Bond e Kate Tempest.
Tra i suoi libri di poesia: Bivio di voce (Empirìa, 1987), The Archer’s Paradox (The Many Press, 1993), L’affettuosa fantasia (Aracne, 1998), Made in Mompeo, haiku e immagini (con Rino Bianchi, Corbu, 2007) e Meditamondo (Coazinzola Press, 2013). Nel 2015 è uscito il suo primo libro di racconti: L’orsacchiotto Carver e altri segreti (Ianieri).
Vive sui Monti Sabini dove gestisce un uliveto.

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Barbara Ungar
Il quinto libro di Barbara Ungar, "Save Our Ship", vincitore del Richard Snyder Memorial Prize della Ashland Poetry Press, è stato nominato Miglior libro della Kirkus Reviews del 2019 e ha vinto un premio Benjamin Franklin nell'Independent Book Publishers Awards. I libri precedenti includono "Immortal Medusa", nominato come miglior libro da Kirkus Reviews del 2015; "Charlotte Brontë, You Ruined My Life"; "Thrift"; e "The Origin of the Milky Way", che ha vinto il Premio Gival e una medaglia d'argento agli Independent Publishers Book Awards. Professore al College di Saint Rose di Albany, NY, vive a Saratoga Springs.

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