Se pensate di sapere cosa aspettarvi da un romanzo giapponese, con questo romanzo potreste sbagliarvi. Vita in vendita parte da un’idea tanto assurda quanto irresistibile: un uomo, stanco della vita e incapace di togliersela da solo, decide di metterla in vendita con un annuncio. Chi la compra potrà farne ciò che vuole, anche ucciderlo. Si presentano vari “acquirenti”, spesso personaggi eccentrici (in particolare donne fuori dagli schemi), che lo trascinano in una serie di avventure sempre più bizzarre, pericolose e, a tratti, grottesche. Lui cerca la morte in ogni modo… e ogni volta gli sfugge.
Ne viene fuori un romanzo breve, a episodi, dal ritmo rapido e quasi cinematografico: si legge come un pulp divertente e imprevedibile, ma sotto la superficie affiora piano piano un disegno più oscuro che collega tutto.
È un Mishima insolito, più ironico e “action” del solito, ma con lo stesso fondo inquietante: il vuoto esistenziale, il desiderio di sparire, le pulsioni di morte. Si legge velocemente, ma resta addosso. E, sapendo com’è finita la vita dell’autore, certe ossessioni fanno ancora più effetto.





















