Sergio Arcai – Morte per acqua

0
431

Dopo cinque giorni di piogge torrenziali, nelle acque del fiume Mella viene trovato il cadavere sfigurato di un uomo. È Carlo Esposti, celebre chitarrista rock, accoltellato prima di essere gettato nel fiume ancora vivo. Sua moglie Isabelle si rivolge all’avvocato Gregorio Massaro, ma l’indagine si complica rapidamente tra relazioni sessuali incrociate, gelosie, debiti, droga e nuovi sospettati. Poi arriva un secondo omicidio e qualcuno tenta di eliminare lo stesso Massaro: il caso è molto più intricato di quanto sembrava.

Con Morte per acqua. Duplice omicidio in Val Trompia, Sergio Arcai porta Gregorio Massaro al suo quinto caso e costruisce probabilmente una delle avventure più movimentate, avvincenti e al contempo spassose della serie. Il titolo viene dalla quarta sezione della Terra desolata di T.S. Eliot, quella dedicata a Phlebas il Fenicio, morto per annegamento: un riferimento che Arcai dichiara esplicitamente e che introduce un romanzo nel quale l’acqua è insieme scenario, strumento di morte e principio generatore dell’indagine.
Tutto incomincia infatti con il Mella gonfiato da cinque giorni di pioggia, che restituisce un corpo quasi irriconoscibile. L’identificazione del morto, Carlo Esposti, frontman di un complesso rock di successo, spalanca immediatamente un mondo assai meno limpido dell’acqua che l’ha trascinato a valle: droga, denaro, rapporti sentimentali e sessuali intricati, rivalità, debiti e gelosie moltiplicano moventi e sospetti.
Massaro entra nella vicenda come avvocato della vedova Isabelle Beachcomber e finisce, come gli accade regolarmente, per fare molto più di quanto sarebbe richiesto a un difensore. Quando al primo delitto se ne aggiunge un secondo e l’indagine incomincia a investire direttamente lui e i suoi collaboratori, il romanzo accelera ulteriormente fino a trasformarsi in un gioco di piste, prove, errori investigativi e intuizioni che troverà il terreno decisivo nell’aula di tribunale.
È la costruzione dell’intreccio uno dei punti di forza di Morte per acqua: Arcai distribuisce gli indizi con attenzione, mette Massaro dinnanzi a una situazione in cui le apparenze sembrano comporre una soluzione plausibile e contemporaneamente dissemina elementi che invitano a dubitarne. Anche il protagonista attraversa una fase di autentica difficoltà, incapace per lungo tempo di far combaciare ciò che sa con ciò che intuisce. La soluzione nasce dall’osservazione di particolari già passati sotto gli occhi di tutti: meccanismo classico del giallo, qui utilizzato con particolare efficacia.
Ma Morte per acqua è anche, più dei precedenti romanzi della serie, una commedia giudiziaria. L’umorismo accompagna quasi costantemente l’indagine senza neutralizzarne la componente drammatica. Massaro è in forma smagliante: irriverente con i magistrati, allergico alle formalità, capace di trasformare un interrogatorio in un duello comico e persino una degenza ospedaliera in un’occasione di scherzo. Intorno a lui funzionano ormai come una compagnia affiatata la moglie Virginia, l’amico Flavio Grossi, i collaboratori dello studio, il capitano Benelli, la procuratrice Pasquali e soprattutto il pubblico ministero Smussi, bersaglio privilegiato dell’insolenza di Greg. Briscole, aperitivi, gelosie coniugali, battibecchi professionali e gag ricorrenti conferiscono al romanzo una leggerezza insolita e spesso irresistibile, mentre la vicenda criminale diventa progressivamente più densa e pericolosa.
È questo equilibrio a rendere il romanzo particolarmente riuscito: il lettore può sorridere per una battuta e poche pagine dopo ritrovarsi davanti a un nuovo cadavere, a un arresto o a un attentato. E come al solito Arcai alterna indagine e processo, mostrando ancora una volta quanto il suo giallo sia legato alla pratica concreta del diritto: trovare la verità e riuscire a dimostrarla davanti a un giudice sono due problemi diversi, e Massaro deve affrontarli entrambi.

Per chi segue la serie, Morte per acqua riserva un’ultima sorpresa; quando il caso sembra ormai destinato a chiudersi e il lettore può pensare di salutare Massaro fino alla prossima indagine, Arcai lascia aperta una porta che conduce molto più indietro. Il romanzo termina infatti con un cliffhanger legato direttamente al passato del protagonista, qualcosa che riguarda Gregorio Massaro prima ancora dell’avvocato Massaro e che promette di proiettare le proprie conseguenze oltre questo libro. È un finale che cambia prospettiva alla serie: dopo cinque casi nei quali Massaro ha frugato nelle vite e nei segreti altrui, sembra arrivato il momento in cui sarà il suo passato a presentargli il conto. Ma lo scopriremo, forse, nel prossimo episodio.

SHARE
Articolo precedenteJaroslav Hašek – An Interview with Mr Censor
Articolo successivoGeorgi Gospodinov – Cronorifugio
Heiko H. Caimi, classe 1968, è scrittore, sceneggiatore, poeta e docente di scrittura narrativa. Ha collaborato come autore con gli editori Mondadori, Tranchida, abrigliasciolta e altri. Ha insegnato presso la libreria Egea dell’Università Bocconi di Milano e diverse altre scuole, biblioteche e associazioni in Italia e in Svizzera. Dal 2013 è direttore editoriale della rivista di letterature Inkroci. È tra i fondatori e gli organizzatori della rassegna letteraria itinerante Libri in Movimento. Ha collaborato con il notiziario “InPrimis” con la rubrica “Pagine in un minuto” e con il blog della scrittrice Barbara Garlaschelli “Sdiario”. Ha pubblicato il romanzo “I predestinati” (Prospero, 2019) e ha curato le antologie di racconti “Oltre il confine. Storie di migrazione” (Prospero, 2019), “Anch'io. Storie di donne al limite” (Prospero, 2021), “Ci sedemmo dalla parte del torto” (con Viviana E. Gabrini, Prospero, 2022), “Niente per cui uccidere” (con Viviana E. Gabrini, Calibano, 2024) e “Trasformazioni. Storie dal pianeta che cambia” (con Giovanni Peli, Calibano, 2025) e "Niente da salvare" (con Fiorenzo Dioni, Calibano, 2026). Svariati suoi racconti sono presenti in antologie, riviste e nel web. ---------- Heiko H. Caimi, born in 1968, is a writer, screenwriter, poet, and creative writing teacher. He has worked with a number of publishers, including Mondadori, Tranchida, and abrigliasciolta. He has taught at the Egea Bookshop at Bocconi University in Milan, as well as at various schools, libraries, and cultural associations in Italy and Switzerland. Since 2013, he has served as editorial director of the literary magazine “Inkroci”. He is one of the founders and organisers of “Libri in Movimento”, a travelling literary festival. He contributed the column “Pagine in un minuto” to the news publication “InPrimis” and has also contributed to writer Barbara Garlaschelli’s blog “Sdiario”. He is the author of the novel “I predestinati” (Prospero, 2019) and has edited the short-story anthologies “Oltre il confine. Storie di migrazione” (Prospero, 2019), “Anch’io. Storie di donne al limite” (Prospero, 2021), “Ci sedemmo dalla parte del torto” (with Viviana E. Gabrini, Prospero, 2022), “Niente per cui uccidere” (with Viviana E. Gabrini, Calibano, 2024), “Trasformazioni. Storie dal pianeta che cambia” (with Giovanni Peli, Calibano, 2025), and “Niente da salvare” (with Fiorenzo Dioni, Calibano, 2026). His short stories have appeared in numerous anthologies and magazines, as well as online.

Lascia un commento

Scrivi un commento
Per favore inserisci qui il tuo nome

inserisci CAPTCHA *