Un bel libro che celebra la bellezza
«(…) sono sicura che sia sbagliato essere buoni per troppo tempo, fino alla disperazione. E vedo che anche voi lo siete stata per anni e anni (…) e io… io non ho avuto altro che doveri, non ho fatto che cose per gli altri (…) e vorrei tanto… oh, vorrei tanto… qualcos’altro… sì, qualcos’altro…».
Spinta da un impulso irrefrenabile, con queste parole Mrs. Wilkins, devota moglie di un avvocato di grido, convince la pia Mrs. Arbunhout ad affittare un castello in Italia per un mese. Sessanta sterline, tale è la cifra della pigione, sono una somma considerevole e quindi, attraverso un annuncio sul Time, anche la bellissima Lady Caroline e l’anziana Mrs. Fisher vengono arruolate come coinquiline del castello.
Il romanzo narra, settimana dopo settimana, il mese di vacanza delle quattro signore inglesi. Questa è la tenue trama di un’opera dall’apparenza frivola, ma che celebra il potere salvifico della natura e, più in generale, della bellezza.
In un’Italia da cartolina, in cui il fascismo di quegli anni è solo una nota a margine, l’incanto dei luoghi e della primavera mediterranea ha un effetto taumaturgico sulle quattro protagoniste: la bellezza, il silenzio, il ritrovato colloquio con la propria interiorità operano un cambiamento profondo.
Il tutto è narrato in punta di penna, con la leggerezza e l’ironia che sono la cifra stilistica della Von Arnim. Da contraltare alle quattro donne sono, infatti, i personaggi maschili, ritratti come macchiette risibili che incarnano le convenzioni più ipocrite della società.
Nell’attuale panorama culturale, che spesso ritrae e talvolta celebra il disagio, Un incantevole aprile appare come un libro fuori moda: sceglie la bellezza, fa star bene. E anche a questo, dopotutto, serve la letteratura.






















