La foresta del Nord è un romanzo che si contraddistingue per la sua notevole originalità. Ambientato in una regione remota del Massachusetts, il protagonista non è una singola persona, bensì il territorio e le sue trasformazioni nel corso nel tempo, dovute sia ai cataclismi naturali che agli interventi dell’uomo, che lo modifica per soddisfare le proprie esigenze. Nel corso dei quattro secoli in cui si sviluppa la storia, assume sempre nuove forme e da foresta incontaminata diviene frutteto, prato, pascolo.
I primi a stabilirsi in questo luogo sono due innamorati, che vi costruiscono la casa destinata a diventare il filo conduttore di tutto il romanzo, che altrimenti si configurerebbe come una raccolta di dodici racconti autonomi. Gli abitanti che si susseguono nel tempo e attraverso i quali veniamo a conoscenza della storia del territorio sono estremamente vari: un soldato inglese che ha deciso di abbandonare le armi per dedicarsi alla coltivazione delle mele, le sue due figlie gemelle, un pittore innamorato di un uomo, un cronista di nera desideroso di indagare sui misteri del luogo.
Tutti questi personaggi lasciano tracce del loro passaggio, modificando la casa in base ai propri bisogni. Persino il loro spirito sembra permanere nei luoghi in cui sono vissuti, tra le mura e nel paesaggio, al punto che la loro presenza viene avvertita anche dopo la loro morte. Questo elemento paranormale permette al lettore di avvertire l’eco delle loro vite trascorse.
Mutevole è anche lo stile: si passa dal tono sognante e favolistico del primo racconto sui due innamorati che fuggono da una colonia puritana in cerca di libertà e di un luogo dove cominciare una nuova vita, fino alle atmosfere più cupe e inquietanti che caratterizzano il racconto delle due gemelle Alice e Mary, che affrontano gelosie e dipendenza reciproca. Si alternano anche immagini, poesie, fotografie, ad accentuare il carattere multiforme del romanzo.
La natura è descritta magistralmente nella sua maestosità e capacità di perdurare, al confronto della quale le storie umane poco contano: protagonisti sono anche gli uccelli, i boschi, gli scarabei, i semi e le spore che si disperdono nell’ambiente. Su tutti spicca il puma, presenza misteriosa e sfuggente che si aggira per la foresta.
Ciò che ne emerge è uno spaccato di storia di un remoto territorio del New England, dai primi insediamenti fino a un futuro prossimo fortemente influenzato dal cambiamento climatico, che porterà a un’alternanza di inondazioni e lunghi periodi di siccità. Al centro c’è l’idea che l’unico modo per non leggere la Storia come una continua perdita, è quello di vederla come un incessante processo di trasformazione e di cambiamento.




















