Barbara Baraldi – La bambola dagli occhi di cristallo

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Barbara Baraldi sa maneggiare bene gli strumenti del thriller. Ho letto in due giorni questo bel romanzo che aveva scritto circa cent’anni fa e che ripropone (editato a dovere) per Giunti Editore. Nessuna pretesa di far letteratura, solo buon intrattenimento, colto e ben strutturato, conoscenza perfetta dei meccanismi di suspense e definizione adeguata dei personaggi. Dialoghi scorrevoli e ben congegnati. E alla fine anche la letteratura viene fuori…

Barbara Baraldi – scrittrice della basa emiliana scoperta da Luigi Bernardi – ha tra i tanti meriti quello di aver restituito vitalità a Dylan Dog, dopo un periodo di crisi del personaggio, riportandolo ai fasti della miglior stagione orrorifica. Siamo in presenza di una narratrice di razza, sulle orme di Stephen King, autrice di romanzi come Aurora nel buio, Osservatore nel buio, L’ultima notte di Aurora, Cambiare le ossa, La stagione dei ragni, Il fuoco dentro (tutti pubblicati da Giunti). Altro che Avallone e Ciabatti, pretenziose scrittrici del niente! Tra queste pagine troviamo una storia avvincente, una sceneggiatura (da film) oliata a dovere, coinvolgente e intensa, priva di punti morti, con l’occhio del protagonista che cambia la prospettiva sul mondo pagina dopo pagina.

La bambola dagli occhi di ghiaccio è un romanzo nero ben ambientato in una Bologna cupa e torbida, funestata da delitti e azioni di una serial killer con i tacchi a spillo, mentre la scrittrice ci delizia con citazioni cinefile del cinema che tanto ci piace (il poliziottesco italiano anni Settanta) e costruisce una trama che sembra scritta da Fernando di Leo o da un regista come il vecchio Ercoli. Protagonista un disilluso ispettore Marconi – pure lui sembra Merli in una storia di quel periodo – che indaga su storie intrecciate che portano alla morte diversi uomini violenti nei confronti di alcune donne. La storia è costellata anche da una serie di personaggi collaterali che la scrittrice riesce a gestire alternando diversi punti di vista e portandoci alla scoperta dell’identità di una Bambola giustiziera e vendicatrice.

Barbara Baraldi, in un’appendice finale, ci spiega alle motivazioni che l’hanno spinta a ripresentare questo intenso thriller, scritto per la prima volta nel 2005 mentre Bologna era funestata da una serie di aggressioni sessuali contro le donne. Il romanzo appartiene alla sua vita, perché la Baraldi da ragazzina ha subito un tentativo di violenza del quale sente le tracce sulla sua pelle, quindi ha voluto mettere su carta le sue sensazioni e sviscerare il problema come meglio sa fare, gridando a viva voce rabbia e indignazione. Non è cambiato molto in questi vent’anni, dice l’autrice: forse la situazione è persino peggiorata, quindi un simile romanzo sembra ancora attuale.

La bambola dagli occhi di cristallo è stato riscritto integralmente perché la versione originale era andata perduta a causa di un guasto del computer. Il risultato è ottimo. Leggetelo, non ve ne pentirete!

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Gordiano Lupi (Piombino, 1960), Direttore Editoriale delle Edizioni Il Foglio, ha collaborato per sette anni con La Stampa di Torino. Ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz e ha pubblicato numerosissimi volumi su Cuba, sul cinema e su svariati altri argomenti. Ha tradotto Zoé Valdés, Cabrera Infante, Virgilio Piñera e Felix Luis Viera. Qui la lista completa: www.infol.it/lupi. Ha preso parte ad alcune trasmissioni TV come "Cominciamo bene le storie di Corrado Augias", "Uno Mattina" di Luca Giurato, "Odeon TV" (trasmissione sui serial killer italiani), "La Commedia all’italiana" su Rete Quattro, "Speciale TG1" di Monica Maggioni (tema Cuba), "Dove TV" a tema Cuba. È stato ospite di alcune trasmissioni radiofoniche in Italia e Svizzera per i suoi libri e per commenti sulla cultura cubana. Molto attivo nella saggistica cinematografica, ha scritto saggi (tra gli altri) su Fellini, Avati, Joe D’Amato, Lenzi, Brass, Cozzi, Deodato, Di Leo, Mattei, Gloria Guida, Storia del cinema horror italiano e della commedia sexy. Tre volte presentato al Premio Strega per la narrativa: "Calcio e Acciaio - Dimenticare Piombino" (Acar, 2014), anche Premio Giovanni Bovio (Trani, 2017), "Miracolo a Piombino – Storia di Marco e di un gabbiano" (Historica, 2016), "Sogni e Altiforni – Piombino Trani senza ritorno" (Acar, 2019).

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